Alessio Chiadini Beuri: scrubs
Visualizzazione post con etichetta scrubs. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta scrubs. Mostra tutti i post

venerdì 25 marzo 2022

Dentro il libro e oltre: AIRHEADS!

 



Ormai lo avete capito: con "Chi più Re di Noi" non puoi fare piani: oggi sei qui, a goderti senza pensieri un pomeriggio di piacevoli frivolezze e domani potresti dover correre per salvarti la vita. Non metterti mai troppo comodo mentre lo leggi perché a lui star fermo non piace. Con questo episodio usciamo un attimo dal continuum della storia principale per godere di un unicum in cui la meraviglia è così diffusa da essere considerata una malattia infettiva.  Airheads, il cui titolo si rifà sputato al film del 1994 con protagonisti Brendan Fraser, Steve Buscemi e Adam Sandler, è la parentesi non programmata in cui ho voluto far cimentare Enrico, Tette' e Zanna in una disciplina che sfiora l'epicità dei grandi miti classici: l'AIR BANDING.


Chi fa parte della generazione dei Millennials sa già di cosa sto parlando ed è anche capace di dirmi da dove ho preso l'idea. Nell' episodio 9 della quinta stagione di SCRUBS, infatti, all'Ospedale Sacro cuore sono aperte le audizioni per il nuovo cantante dei Cool Cats, la band formata dall'avvocato Ted (chitarre), dall'inserviente (basso) e dal fattorino (batteria). Nessuno di coloro che, al tempo, stava guardando la televisione aveva la minima idea di essere a poche inquadrature dal mito. 


 Perché Air Banding significa suonare l'aria, senza l'ausilio di strumenti musicali né della propria voce, l'importante è essere convinti come se lo si stesse facendo per davvero.  

Tutto qui? Dite voi.

Che ci vuole? Dice qualcun altro.

Ma non è mica così facile se pensate che i nostri stanno cercando di vincere un concorso di Air Banding da almeno tre anni con infimi successi. I ragazzi prendono molto sul serio la cosa tanto che Spanky ci racconta che ogni anno la band si scioglie per via dei dissapori intestini, che partono già al sound cheek. Non sono mai d'accordo su niente e bevono come spugne, per conservare intatto lo spirito rock che gli scorre nelle vene. Però il tempo passa e le brucianti sconfitte pesano ogni anno di più, così hanno deciso di affidarsi a manager d'eccezione: Cecilia e Virginia.  Dopo aver provato, ricevendo come risposta un doppio dito medio che una comunicazione più chiara dovrebbero inserirla alle scuole di specializzazione di marketing, a farle partecipare allo show in qualità di coriste si sono consolati realizzando che ci sarebbe stata più gloria da spartire per loro tre, allora.  Oddio, contenti loro. 

In ogni caso anche il look vuole la sua parte, se non altro perché non è che devono fare molto altro se non apparire. Zanna è stato ricoperto di trasferelli cattivi e piercing a calamita, anche se Tetteballerine aveva proposito di farglieli veri; Spanky indossa pantaloni di pelle attillati, canottiera bianca, Wayfarer alla Blues Brothers e metri di polsini ricavati da vecchi tubolari; Tetteballerine ha scelto pantaloni lucidi giro-pube, in modo da mettere in mostra l'addominale basso, quello così definito da sembrare un'indicazione stradale per il suo parco giochi e il torso nudo ben oliato, così che risalti sotto le luci del palcoscenico. 


Sfuggono alla prima rissa quando sono ancora al banco delle iscrizioni.  Mi piaceva pensare che Tette' potesse rivaleggiare a suon di "onde pettorali" con il buttafuori del locale, come in un classico scontro tra auree in Dragon Ball. 



Dopodiché è subito il momento di un'infilata di citazioni cinematografiche senza pietà. Si comincia con Blues Brothers, ovviamente e si approda a School of Rock.


I ragazzi hanno deciso di chiamarsi i "Lady's Breast" che letteralmente potrebbe essere un titolo dignitoso per un film pomo italiano anni '90: Petto di donna.



Quello che mi sono dimenticato di dirvi è che il movimento pettorale di Tetteballerine ha doti taumaturgiche, come la reliquia di un santo, e che Enrico e Zanna ormai sono in grado di capire le emozioni e gli stati d'animo dell'amico vedendo in che modo muove il petto. Come coi cani. Mentre Tette' e il buttafuori sono ancora impegnati a darsi un tono misurandosi gli uccelli, è Virginia che prova a distogliere l'attenzione per rivolgerla su di sé. Non le serve molto: le basta un piccolo colpo di tosse e dichiarare di avere la gola secca in direzione dei ragazzi che, per farsi accompagnare, le hanno promesso da bere. A quel sentire, ho immaginato che un gruppo di ragazzi lì attorno convergessero immediatamente verso Virginia per accontentarla e crearsi una chance. Mentre scrivevo questa scena non sono riuscito a togliermi dalla testa il momento in cui Gandalf il Bianco facesse la sua comparsa alla testa di un esercito ne "Il Signore degli Anelli".



Noi maschi siamo come locuste: dove c' è da mangiare noi ci fiondiamo senza ritegno e senza diritti di precedenza. Questo, almeno, è vero in quei contesti in cui il testosterone è ammassato all'inverosimile e quell' unico neurone a testa, invece di connettersi a quello degli altri, come in una specie di Pandora da sabato sera e dare vita a un essere mediamente pensante (seppur temporaneo), si affoga dentro a fiumi di alcol e regredisce allo stadio evolutivo del Neanderthal. 


Presi singolarmente, molti di noi maschi, non siamo neanche male da frequentare e abbiamo un certo decalogo morale a cui affidarci in caso di dubbio.  Ma il gruppo rade al suolo anche le ultime briciole di contegno sociale.  Sia chiaro: Virginia avrebbe potuto fare qualsiasi altra cosa che il risultato non sarebbe cambiato di una virgola: quando l'uomo ha inquadrato il bersaglio al centro del suo mirino, donna, qualunque azione diversiva che si tenti di mettere in campo ha grosse possibilità di fallire. Noi non siamo bravi a leggere i vostri segnali e non sempre voi siete delle brave radio operatrici e l'unica soluzione che il maschio inesperto ha trovato per ovviare all'inconveniente è ignorare qualsiasi tipo di messaggio, sia esso incoraggiante o meno.  "Vieni qui" e "Sparisci", per esempio, contengono lo stesso numero di sillabe. È l'unica cosa che notiamo. Questo è un po' un dilemma vecchio come il mondo perché se la logica direbbe che se una persona ti vuole nella sua vita allora ti cerca, si fa sentire, dall'altra parte è consuetudine che farsi desiderare è la chiave per conquistarlo.  La distinzione di generi è puramente casuale, lo fanno uomini e donne, solo che io non mi voglio arrogare il diritto di parlare per la controparte che non conosco così bene.  Ma come fai a distinguere, allora, se la persona a cui vuoi disperatamente interessare e che non sembra calcolarti, sia una seguace delle potenti arti mistiche dell'Indifferenza o proprio ti schifa come l'ultimo degli appestati? Se il comportamento non corrisponde al desiderato, come superare l'impasse e scostare il velo di Maya e, magari arrivarci almeno in seconda base?

Quello che penso io è che, fondamentalmente, anche questo tipo di approccio è una caratteristica con cui ci si sceglie, come la simpatia, l'attrazione fisica, il modo di vedere il mondo. Lo dico perché, personalmente, non ho mai conosciuto ragazze che non mostrassero interesse nei miei confronti, pur provandolo.  Non dico che ne abbia mai incontrate, dico che il risultato, per un analitico come me, è stato girare pagina,  tirare il freno e concentrarsi su altro quando vedevo che dall'altra parte non c'era interesse. Dico questo anche perché conosco ragazzi che, invece, in questo gioco al gatto col topo, riescono a districarsi bene e a non perdere mordente quando io gliel'avrei già data su (mi sarei arreso, NDR) da tempo.  Chi parla la stessa lingua si si comprende. È tanto facile. 


Lasciata da parte questa digressione filosofica alla Raffale Morelli dei poveri torniamo al concerto, che deve ancora cominciare. Virginia e Enrico hanno un acidissimo scambio di vedute in merito agli obiettivi e le priorità della vita che si conclude con quest'ultimo che viene mandato a quel paese. I dispiaceri però sembrano appena cominciati perché il nostro gruppo di rockstar incontra la loro peggior nemesi: i "Finger in the Ass", la band che continua umiliarli anno dopo anno. Vedete che nulla, in questo romanzo, è lasciato al caso, nemmeno i nomi inventati. Ma non c'è tempo perché il palco chiama e i nostri salgono sul palco e danno inizio alla magia, o almeno è questo il loro intento con il petto di apertura, in assoluta controtendenza rispetto alla loro solita scaletta. 

Che una rock band di Air Banding inizi il suo concerto con "Thank you for loving me" dei Bon Jovi non è così prevedibile. Tette', però, ha un piano ben preciso e come frontman del gruppo molto del lavoro è sulle sue spalle. Anche se in questo caso sarebbe meglio parlare di terga perché, agitandole in maniera sexy e ambigua, fa arrossire quasi tutte le ragazze presenti le in sala. Sono quelle che non hanno ancora avuto un rapporto di reciproca confidenza con lui. Si riconoscono bene perché hanno ancora il loro amor proprio intatto. 


Enrico, alla tastiera, si prodiga sullo sfondo nella sua imitazione di Steve Wonder sorridendo, battendo le mani a tempo e dondolando la testa a destra e sinistra. Se per mestiere facessi l'animatore alle feste per bambini, quello sarebbe uno dei miei cavalli di battaglia. Ogni volta che parte una bella canzone e io indosso gli occhiali da sole, fatevi largo perché è più che probabile che parta per la tangente. È quasi come un tic, non lo so mica se riuscirei a non farlo. Non ho avuto ritegno nemmeno per il Boss, Bruce Springsteen. C'è tanto di testimonianza fotografica. Ah, ai matrimoni non rispondo di me, quindi occhio con gli inviti. 




A sorpresa, la strategia di conquistare la platea con una ballata ha successo e i Lady's Breast approdano in finale. Non era mai successo ma i fianchi seducenti e accattivanti di Tette' hanno fatto il loro. Con "Jump" dei Van Halen, anche i Finger in the Ass vincono l'ultima esibizione: quella che può valer loro la conferma di un successo ormai imperituro nell'Air Banding bolognese. Decidono di sfondare tutto esibendosi in "Waiting for the weekend" dei Loverboy, un altro pezzone che quelli di voi che lo conoscono lo hanno sentito su Scrubs. E su questo posso metterci la mano sul fuoco.  




L'esibizione è così convincente che per Enrico, Tette' e Zanna potrebbero benissimo iniziare a chiamarsi "FIST in the ass".  E Tette', ancora una volta, colui in grado di cambiare a loro favore il morale, che già aveva subito una vertiginosa flessione verso il baratro dell'autocommiserazione, lo fa con una staffilata citazionistica presa direttamente da Tenacious D e il destino del rock.  A cui segue un altro momento iconico della filmografia universale (è così che i ragazzi armonizzano la loro anima rock).


Il pezzo con cui scelgono di affrontare la finale è "Cum on fell the noize" dei Quiet Riots. Tutti danno il massimo per la vittoria, per il successo e per la gloria ma è Zanna che all' improvviso diventa l'eroe del giorno: il Vishnu della batteria, a metà del pezzo, prende e si lancia sulla folla.  È esattamente così che finisce il capitolo: prima del verdetto. 

Ma come?

E chi vince? Ce la fanno?

Risposta: in fondo, è davvero importante?







Chi più Re di Noi: la ragazza che ascoltava i Guns N' Roses

Editore: Andaluso Errante Books
Prima Edizione: Dicembre 2016
Seconda Edizione: Ottobre 2020
Genere: Narrativa Contemporanea


Quarta di copertina: "Bologna. Una nuova ragazza è venuta ad abitare nell’appartamento sopra a quello di Enrico, Tette’ e Zanna, solo che nessuno l'ha ancora vista. Il primo si è convinto che si tratti della donna della propria vita ed è deciso a incontrarla, il secondo si è offerto di curarne l'irrequieta smania di svegliarli nel cuore della notte facendole assaggiare un po' del toro da monta qual è, l'ultimo non è sicuro che il fantasma dello zio morto in quella casa la lascerà in pace.
Cecilia e Virginia alzano gli occhi al cielo"


NB: da qualche giorno è disponibile anche la variant cover dedicata a John Belushi e Animal House!
Costa solo 1.50 in più rispetto alla classica perché è in copertina rigida!



Qualche Recensione:



giovedì 1 luglio 2021

Dentro il libro e oltre: Il metodo Socratico



Che è successo nella puntata precedente? Che Enrico e Alena, la studentessa incontrata in “Dalla Russa con Ardore” hanno litigato perché lui gli ha dato buca a un pranzo per fare da balia ai Cly'O’Ryders (Cly - la confraternita). Questo ci porta ad un apparente allontanamento dei due e a una strenua resistenza di Enrico a non scriverle smielati sms prima che non sia lei a farlo, o a farsi risentire. Essere stronzi paga sempre. Enrico-Spanky vi spalma questa verità nuda e cruda quando ancora non avete messo comodo il sedere sulla poltrona da lettura. Lo dice per darsi un tono, lo conosco bene, non è che ci crede davvero. Cioè, diciamolo meglio: non fa parte della sua indole. Ma, ragazzi, detta tra noi: funziona alla grande! È risaputo che siamo molto più attratti da qualcosa quando quella cosa ci è impedita, è irraggiungibile, è proibita. Ne aumenta istantaneamente il fascino e il desiderio di averla. Quindi sì, essere stronzi vi fa avere quello che desiderate. Dovete solo trovare il modo di convivere col fatto che tutti vi considerino degli stronzi patentati.

Comunque, Enrico, Zanna e Tette’ sono ancora lì dove li abbiamo lasciati ne “I tre Amigos”, a piangersi uno addosso all’altro le proprie sfortune amorose. Enrico ha quasi ceduto alla tentazione di chiamare per primo Alena quando in tv hanno passato Up. In effetti, la storia di Carl e Ellie è uno dei corti cinematografici migliori di sempre. E ti strappa il cuore, ti fa piangere ogni lacrima, ti attorciglia lo stomaco.

Io pensavo, alla mia età, di conoscere e districarmi bene nei labirinti tortuosi della sensibilità femminile ma più vado avanti più mi rendo conto che la mia conoscenza si muove a passo d’uomo mentre il campionato è a quattro ruote, ha un assetto da corsa e un 8 cilindri caricati a pallettoni. Non c’è competizione. È un gap che non si può colmare. L’altro grande mistero dell’universo, Doc, resterà inaccessibile per sempre.

Che anche l’uomo più intelligente sulla faccia della terra abbia solo una possibilità su dieci di mappare correttamente una porzione infinitesimale del complesso tessuto di emozioni femminili, è una stima alquanto ottimistica. Spero di aver dato un quadro chiaro della situazione. 

È anche per questo motivo che tra maschi si parla ampiamente dell’annoso dilemma. Più che altro per esorcizzarlo, rimpicciolirlo, aver la forza e l’illusione di umiliarlo come si sentono umiliati loro a ogni occasione in cui non capiscono nemmeno il motivo per cui ve la prendete con loro. Noi pestiamo un filotto lunghissimo di merde di cane senza nemmeno accorgercene quando abbiamo a che fare con voi. Anzi, ci sembra pure di camminare sul morbido. Pensate voi quanto siamo imbelli.

Non c’è neanche da stupirsi troppo se Membrokid arriva ad accostare donne e “Farfalle” per la stessa attrazione che hanno per le cose che emanano luce, se Fangio non gli chiede se non si sia sbagliato perché lui parla sempre di “Lucciole”, se hanno finito per insultarsi le rispettive madri, se alla fine Tetteballerine non ha concluso il sillogismo dicendo che se sono come farfalle, devono essere anche come scorregge perché entrambe le puoi chiudere in un barattolo.

Abbiamo trovato i tre esseri più stupidi del planisfero e gli abbiamo detto di dire cose intelligenti.

Spanky è così contento di risentire Alena che, tentando di zittire i suoi moti interiori, non riesce a comprendere del tutto i dettagli dell’appuntamento che lei gli sta dando. Lei gli chiede di vedersi in un pub, quella sera stessa, la notte di Capodanno. Dato che il pub è sotto casa si veste solo dell’essenziale eleganza per essere desiderabile e scende.

Enrico è talmente estatico per quella svolta imprevista degli eventi da fargli urlare un “Barbarico Yawp” direttamente da L’attimo fuggente.


In un attimo, quella gioia inaspettata e repentina lo porta a saltellare esultando in tutta casa, dimenticandosi che c’è qualcun altro che è stato meno fortunato e che in quel momento, se potesse, lo fulminerebbe con lo sguardo: Tette’ e Zanno sono stati inglobati dal divano di casa, da cui non si alzano da giorni, scarnificati e svuotati dalla depressione. Sono spenti, sono sistemi da riavviare, bloccati da un circolo vizioso di disperazione e tristezza. Catatonici e amebe. In una similitudine calzante li ho descritti come l’equipaggio dell’olandese volante della saga di Pirati dei Caraibi.

Zanna sta per essere inglobato nel divano, gioca alla versione demo gratuita di Penguins nel suo computer da 45 ore filate mentre Tetteballerine è immerso nella lettura dell’Apologia di Socrate, anche se nessuno in casa ha la minima idea di dove possa aver trovato il libro e di cosa ci stia capendo, non avendo le figure. Questo fatto viene però interpretato da Enrico come sintomo di una patologia grave.

Nel frattempo scopriamo che Cecilia sta per andare a festeggiare Capodanno con le Viesse e che Virginia è andata a Parigi con un tipo di nome Alan.

Zanna e Tetteballerine, ormai, comunicano col mondo esterno chi facendo emettere suoni al suo laptop, chi recitando a sproposito passi a caso del libro che sta leggendo.

Ad un certo punto, però, Cecilia e Tetteballerine cominciano a battibeccare per Zanna: l’amica cerca di tirarlo su di morale facendogli capire quanto sia speciale e raro nel suo essere particolarmente strano mentre l’amico cerca di portarlo ad abbracciare il lato oscuro, riprendendo la citazione della citazione della lotta tra Obi Wan Kenobi e Darth Vader di scrubs.


Intanto Spanky è pronto per uscire, su una camicia di cotone indossa una giacca di pelle nera come Frank Serpico e l’ispettore Coliandro. Tutti gli consigliano di prendere su qualcosa di più pesante ma lui dice di non agitarsi perché Alena è l’inquilina del piano di sopra e hanno appuntamento proprio al bar lì sotto. Nel caso, potrebbe salire in un batter d’occhio e cambiarsi d’abito. L’importante, in quel momento, è essere figo come non mai. Solo Zanna, su cui hanno fatto presa le parole di Cecilia, gli dà supporto. Quando lo vedono andar via è l’unico a non sorridergli forzato sembrando il joker.


Quando Enrico apre la porta di casa, sul pianerottolo, trova le Viesse che lo squadrano da capo a piedi minando la ritrovata, ma ancora precaria, autostima. Fatte le presentazioni, una di loro commenta il fatto che Enrico sia rimasto sulla soglia di casa, per assistere a quell’epico incontro tra civiltà, con una citazione da “La compagnia dell’Anello” di Peter Jackson:

Non avevo previsto, quando le avevo ideate, che le Viesse sarebbero diventate così importanti e così divertenti da scrivere e avevo considerato la loro avventura d’esordio semplicemente un unicum. Per questo erano prive di nomi propri e descrizioni dettagliate. Ma un sequel richiede un approfondimento, una caratterizzazione, un arricchimento di conoscenza perché il lettore vi possa simpatizzare.

Non ho però scelto nomi comuni come Barbara, Giulia, Elisa ma di mantenere la linea comica affermando che nessuno conosce il loro vero nome, essendo coloro che-non-possono-essere-nominate. Per questo ho inventato nomi epici che riuscissero ad aumentare la paura nel cuore degli uomini che li avessero ascoltati. Mi sono divertito da matti.

Andiamo con ordine, allora:

  1. Ruata (aka Miss T. Ruata - leggi “mistruata”
  2. La Marchesa
  3. Menarca
  4. Rea (aka Menorrea)

Quello che succede poi è ancora oggi avvolto nella leggenda. Senza sottrarsi al loro ruolo di mangiatrici di uomini, quando si trovano al cospetto di Tetteballerine, Zanna e Enrico, le quattro Viesse procedono alla sistematica riduzione allo zero assoluto dei propositi di conquista maschile, con frecciatine atte a minarne la sicurezza. Enrico e Zanna vengono vinti in un minuto netto mentre Tetteballerine, che ha finalmente chiuso il libro di filosofia, risponde con prontezza a ciascuna delle stilettate velenose che gli arrivano fino a che lo scontro non diventa un duello con Ruata.

La battaglia è talmente epica che il suo esito passa in secondo piano ma, nel caso vogliate comunque sapere chi la spunta e come, vi invito ad andare a leggervelo.

In ogni caso, giudico l’uso del “So di non sapere” socratiano da parte di Tetteballerine, come il migliore possibile e il solo applicabile con utilità nella vita reale.

In questo caos di ormoni femminili e maschili, c’è anche il tempo di una sorpresa, per uno Zanna che a un certo punto lascia cadere lo scudo sociale del suo portatile blippante per dichiarare al mondo e alle Viesse che non porta rancore al destino per le sciagure che gli ha riversato addosso: Caterina, la famosa ragazza Erasmus che abbiamo conosciuto in “Nascita di una Nazione” è tornata in Italia e Cecilia l’ha messa sulla strada giusta, suona alla porta e gli augura un felice anno nuovo.


La canzone: Maneater by Daryl Hall & John Oates


Prima di raccontarvi il perché di questa scelta, anche se, visto l’argomento sembra piuttosto scontato, voglio ricordare l’uso che ne è stato fatto in Will & Grace e che, sorprendentemente, non si trova da nessuna parte nell’internet: nel quindicesimo episodio dell’ottava stagione, Grace si unisce in matrimonio con l’attuale Love Interest di Will per ragioni che adesso non ci importa esaminare. Alla cerimonia fa una comparsata anche il duo anni ‘80 Hall&Oates che, quando vede Grace pronta per sposarsi, intona la sua celebre Maneater (mangiatrice di uomini). Ho riso forte. Ecco il contributo.


Veniamo a noi. Questa canzone girava nel mio Mp3 molto spesso  durante il terzo anno di università, quando abitavo a Bologna. Me la beccavo quasi tutte le sere, di ritorno dalla giornata di lezioni quando, posati i libri, la mente stanca era libera di sgranchirsi le gambe e trottare in libertà. Maneater, in questa situazione, ha sempre riportato a galla stati d’animo e ricordi non troppo piacevoli come, ad esempio, il ripropormi incessante di tutte le volte in cui il mio cammino ha incrociato quello di una mangiatrice di uomini, che prima mi ha illuso e poi mi ha deluso, masticandomi le ossa come noccioline durante un aperitivo neanche particolarmente sentito.

Godetevela.


Bonus Track: Part Time Lover by Stevie Wonder fa il pari con Maneater perchè allo stesso modo scandiva le mie serate di crisi esistenziale Bolognese contribuendo a farmi ancor più affondare nel baratro dell'autocommiserazione. La canzone però è bella, eh! (Così ci lasciamo alle spalle anche il terzo volume della Soundtrack, che potete recuperare tutta QUI, oppure singolarmente il Vol.1, il Vol.2 e il Vol.3).









Chi più Re di Noi: la ragazza che ascoltava i Guns N' Roses

Editore: Andaluso Errante Books
Prima Edizione: Dicembre 2016
Seconda Edizione: Ottobre 2020
Genere: Narrativa Contemporanea


Quarta di copertina: "Bologna. Una nuova ragazza è venuta ad abitare nell’appartamento sopra a quello di Enrico, Tette’ e Zanna, solo che nessuno l'ha ancora vista. Il primo si è convinto che si tratti della donna della propria vita ed è deciso a incontrarla, il secondo si è offerto di curarne l'irrequieta smania di svegliarli nel cuore della notte facendole assaggiare un po' del toro da monta qual è, l'ultimo non è sicuro che il fantasma dello zio morto in quella casa la lascerà in pace.
Cecilia e Virginia alzano gli occhi al cielo"


NB: da qualche giorno è disponibile anche la variant cover dedicata a John Belushi e Animal House!
Costa solo 1.50 in più rispetto alla classica perché è in copertina rigida!



Qualche Recensione:



lunedì 8 febbraio 2021

Il bollettino dell'Andaluso: settimana 12 (1- 7 febbraio 2021)

Che gli uomini vengano da Marte e le donne da Venere e che sia impossibile per loro comprendersi pienamente è una verità...

Pubblicato da Alessio Chiadini su Lunedì 1 febbraio 2021

Sappiamo ormai che la serie televisiva ambientata nell'universo tolkeniano, che andrà in onda su Amazon Prime, si...

Pubblicato da Alessio Chiadini su Lunedì 1 febbraio 2021

Non c'è 2 (febbraio) senza 2 febbraio senza 2 febbraio... In "Ricomincio da capo" Bill Murray è straripante («Sono un...

Pubblicato da Alessio Chiadini su Martedì 2 febbraio 2021

Messo nella mia (lunghissima) lista d'attesa. "È il 1962 e Max Weill, sopravvissuto all’Olocausto e diventato un...

Pubblicato da Alessio Chiadini su Mercoledì 3 febbraio 2021

Ci siamo! Dopo quasi un anno dall'inizio di quest'avventura ecco che posso finalmente farvi vedere la cover ufficiale...

Pubblicato da Alessio Chiadini su Mercoledì 3 febbraio 2021

Ecco una delle grafiche (di 4) disponibili dedicate al mio romanzo su Max Payne che puoi trovare su Goonart (...

Pubblicato da Alessio Chiadini su Giovedì 4 febbraio 2021

È venerdì e ritorna la rubrica di approfondimento "Dentro il libro e oltre". Non perdetevi questa puntata, piena di...

Pubblicato da Alessio Chiadini su Venerdì 5 febbraio 2021

Questa cosa della "sad melody" non la conoscevo, nonostante sia uno della generazione di Scrubs ai tempi di MTV ma anche...

Pubblicato da Alessio Chiadini su Venerdì 5 febbraio 2021

Un altro titolo da mettere in lista, appena il mio stupendio triplicherà magicamente! "Suonala ancora, Sam" di Roberto...

Pubblicato da Alessio Chiadini su Sabato 6 febbraio 2021

Novellizzazioni di spessore. SCARFACE. . . . . . #novelisation #book #movie #scarface #alpacino #theworldisyours...

Pubblicato da Alessio Chiadini su Domenica 7 febbraio 2021

venerdì 15 gennaio 2021

Dentro il libro e oltre: Zanna e la pantera

 



“Zanna e la pantera” è il capitolo con cui conosciamo meglio Zanna, e lo facciamo davvero senza pudori. In verità non credo che esista la “Sindrome da Polluzione Istantanea” o SPI ma è certo che Zanna ne soffre. Questo disturbo lo coglie durante la notte quando la sua mente è impegnata a intrattenerlo con sogni ad alto tasso erotico. 

A posteriori è interessante notare la dicotomia delle due anime di Zanna, quella conscia e quella inconscia. Nella vita di tutti i giorni, come sappiamo, Zanna è avulso dal pensiero del sesso in senso prettamente istintuale e carnale: è un geek che se avesse pensieri erotici, questi avrebbero comunque una castità alla Star Trek, la serie originale. Baci a stampo all’aliena di turno da parte di un sempre carismatico capitano Kirk e basta, senza scene di sesso che nel 66 c’era l’apartheid sessuale tra specie diverse (NDR: con questo non voglio dire che Kirk non facesse tonnellate di sesso. Ne faceva, ma siccome in tv non veniva mostrato Zanna era convinto che fosse il bacio lo stadio finale di ogni rapporto di accoppiamento)


Il termine “copula” non è previsto nel programma esistenziale di Zanna, almeno non lo era fino a quando non non ha incontrato Tetteballerine. Sa che un altro sesso esiste e ne sente l’attrazione, ma come un antico che guardando il cielo stellato vedeva la Luna, non aveva idea di come potesse stare su, né se fosse possibile arrivarci. Il subconscio di Zanna, però, non è d’accordo con le scelte razionali della controparte e di notte lo ha preso per un idrante e gli fa fare sogni sconci e spinti che lo incendiano come una torcia umana.

Quello che scopriamo poi è che Zanna è pastafariano da quando il pastafarianesimo non era ancora di moda. Convertitevi tutti, non ve ne pentirete. Noi lo abbiamo fatto.

Prima di passare al tema centrale e cardine di oggi, la “Pantera”, ci spostiamo un secondo per abbandonarci al frivolo divertimento della caccia alla citazione. Sapete che lo faccio per mio esclusivo divertimento e perché proprio non riesco a non respirare, pensare, farmi ispirare e scrivere omaggiando i miei romanzi, libri o serie preferite. Come ha scritto Marco Guardanti nella prefazione a Chi più re di noi, sono vittima del fenomeno della rimediazione, un po’ per la struttura e per lo stile del romanzo (come una sitcom alla Big Bang Theory o alla How I met your mother) un po’, appunto, per il largo impiego di citazioni, più o meno celate all’interno della narrazione.

Ho usato uno dei mie film preferiti per raccontare quale sia la situazione al risveglio nella camera di Spanky, Tetteballerine e Zanna (sì, stanno in una tripla) raccontando come ci sia qualcosa che fluttua a “un metro e venti sopra le coperte”. In Ghostbusters del 1984 la battuta la diceva Bill Murray spiegando come la cliente (Dana Barrett, alias Sigourney Weaver) fluttuasse sopra il proprio letto a causa della possessione in atto da parte del demone Zuul, mentre io l’ho usata per descrivere l’alazabandiera dei tre maschietti, risvegliati nel bel mezzo di sogni libidinosi. E bhè, lavoriamo con quello che abbiamo (la mia stupidera, ovvero "Manifestazione ripetuta di immaturità, specialmente con atti o discorsi sciocchi e superficiali, tipica dell'adolescenza" Dizionario Zanichelli, ed. 2009).



Per descrivere lo Zanna onirico, oltre a definirlo come un Terminator programmato per bombare che non si ferma di fronte a nulla, ho deciso di far esplodere l’immaginazione dei lettori piazzandoci una citazione con la carica distruttiva di dieci bombe atomiche e SBAM! L’asteroide si spacca a metà come un paio di gambe e Zanna si immola alla libido (e alla sua polluzione imbratta-lenzuola). Vinciamo noi, Grace (Armageddon).


C’è anche spazio per Full Metal Jacket di Kubrick e la battuta sui tori e sulle checche, così iconica da essere copiata poi da altre decine e decine di film di guerra.


MIB, il primo Men in black, viene parafrasato quando descrivo l’alienazione di Zanna rispetto al mondo reale (gli alieni non hanno sempre un gran travestimento ma sono tra noi). Ricordate l’umano emaciato e smunto coi lunghi capelli bianchi a cui si accompagnava quel calrino incazzereccio di nome Frank? Battuta che poi viene ripresa sul finale, quando Jay inizia l’addestramento della nuova partner.


Per ultimo ma non meno importante è l’evocaizone del personaggio Pausammerda, direttamente dal film per teenager campione d’incassi American Pie e primo di una serie di sequel (che alla lunga avevano pure stufato) e un filone di cloni (anche peggiori).

American Pie fece per gli adolescenti degli anni 90 e 2000 quello che Il Laureato fece per quelli degli anni 60 e 70: sdoganare la figura della pantera/milf. Non sono qui per scrivere una voce enciclopedica che spieghi le differenze tra i due termini ma è importante che sappiate di cosa stiamo parlando, almeno a grandi linee. “Pantera” e “MILF” sono termini che indicano, sempre, una donna più adulta del suo partner sessuale. Solo che una dei due ha figli e l’altra, no. Eccallà. 


In tutti i maschi eterosessuali, dalla pubertà in poi, la figura della pantera entra prepotentemente nelle loro fantasie, nei loro sogni non confessati, nelle loro speranze. Almeno fino a quando non raggiungono un’età in cui per trovarne una è necessario cercare nelle case di riposo o ai ritiri parrocchiali. A quel punto la tendenza si inverte e il focus si sposta sulle ventenni. Come genere, quello maschile, è effettivamente un po’ disgustoso, patetico e viscido, non posso dire il contrario.

In ogni caso, la parte ascendente dell’esistenza è, per i ragazzi (vigorosi e senza peli nelle orecchie), stimolante, divertente e avventurosa (quanto ci piace raccontare agli amici le nostre imprese? Non si tratta di vantarsi, ma di divulgare l’esperienza in modo che tutti possano godere degli insegnamenti ricevuti).

La Pantera, anche detta nave-scuola, è colei in grado di insegnare i trucchi dell’ars amatoria a quel lombrico tutto erezione che crede di tenere in mano una clava e avere il solo compito di sbatterla destra e sinistra e fare grugniti. Le pantere hanno un cuore grande e si donano senza remore o pudori vergognosi mettendo in piazza la fonte del vero piacere. Godere di un corpo giovane, fresco e prestante è anche per loro molto più divertente, più soddisfacente, più appagante. La pantera si adopera per vincere la timidezza di quel giovane uomo, aiutarlo a dosare timidezza e decisione, addomesticare la delicatezza nei modi e svestirlo degli imbarazzi infantili. Genera tenerezza, il giovane uomo, nelle dee dal tocco magico e il sorriso volpino e, probabilmente, un’eccitazione più pura e ardente, perché ormai abituate a uomini d’esperienza che hanno superato da tempo la fase delle vergogne e delle carezze prolungate e che non le trattano più come le regine che sono.

È per esperienza che parlo? Malandrini, non si dice! Piuttosto andate a leggere il capitolo (Link) per scoprire cosa vi aspetta (se mai sarete così fortunati) o per confermare il miracolo.

Chiudo questo post con la mia classifica personale di Pantere/MILF con cui sono cresciuto (che espressione strana, no?):


3-Christa Miller aka Jordan Summer di Scrubs


2-Jane Seymour in Due single a nozze (Kittycat!)





Ma prima di mostrarvi chi occupa la prima posizione del podio, è necessaria una menzione d'onore:
La moglie del preside del college di Animal House, interpretata da Verna Bloom.




E ora tenetevi forte perché arriva:

1-Margaret Whitton da Il segreto del mio successo


Proprio dal film del 1987 con protagonista Michael J. Fox arriva la canzone che fa da colonna sonora al capitolo “Zanna e la pantera”.

Iconica è la scena della limousine in cui il giovanotto (Fox), arrivato dalla provincia nella grande città deciso a fare carriera e soldi, sta accompagnando a casa la moglie di uno dei dirigenti della ditta e questa inizia a provocarlo con pose e gesti (il rossetto) che non lasciano dubbi sulle sue intenzioni. E il tema de “Lo squalo” quando, in piscina, lei si immerge per togliergli il costume e lui si agita in preda al panico. Storia del cinema (esagerato!). 

LEGGENDA!



Vai Demo, Musica!




Per finire, non dimenticarti che il romanzo su Max Payne esiste e lo puoi leggere senza spendere un euro che è uno!





Inserisci la tua mail e scegli il tuo formato!